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Guida pratica · Identity Design

Come si crea un team Traspality

Passo passo: cosa compilare in ogni schermata e, soprattutto, con quali criteri. Per chi fonda un team, per chi lo vuole migliorare, per chi aiuta altri team a nascere.

Prima di cominciare

Fondare un team è fare una promessa

Quando compili il design di un team non stai riempiendo un profilo: stai scrivendo la promessa contro cui il tuo team verrà misurato, ogni giorno, da quel momento in avanti.

Il metodo Traspality lo chiama Identity Design: la prima delle quattro fasi di un ciclo che non si chiude mai. Il team dichiara chi è (i suoi Valori, i suoi Servizi, le sue Mansioni), poi racconta ciò che fa, i partner certificano quei racconti, e l’insieme delle storie dice al team come far evolvere la propria identità. Poi si ricomincia, un gradino più in alto.

DNA DEL TEAM 01 · IDENTITY DESIGN dichiara · sei qui 02 · STORYTELLING racconta 03 · CERTIFICATION certificano 04 · LEARNING evolve
Il ciclo del metodo. Il design è il primo passo, non l’ultimo: il DNA che scrivi oggi verrà rivisto alla luce delle storie che racconterete.

Due conseguenze pratiche, che vale la pena tenere a mente per tutta la guida:

Uno
Quello che dichiari diventa il metro
I rating che dai in fondazione formano la baseline: l’impegno misurato contro cui ogni storia futura verrà letta. Un design scritto male non fa danni oggi, ma rende il DNA Score poco significativo domani.
Due
Veloce non vuol dire definitivo
Puoi fondare il team in un quarto d’ora e perfezionarlo dopo. Anzi, è il modo giusto: il DNA migliore nasce dal confronto con le prime storie e con i partner, non dal foglio bianco.
Tre
Non è un atto solitario
Fondare è un patto costituente: i partner invitati non subiscono il DNA del founder, lo votano, propongono aggiunte e modifiche. La tua è una prima bozza che il team farà sua.

Come usare questa guida. Se stai per fondare, leggi le sezioni 2 e 3 (dieci minuti) e tieni aperta la sezione 4 mentre compili. Se il team esiste già, vai direttamente a Dopo la fondazione. Se accompagni altri team, trovi un formato di workshop in Per i facilitatori.

Il cuore del design

Valori, Servizi, Mansioni: tre cose diverse

Il DNA di un team si scrive come un elenco unico, il VSM, ma dentro ci sono tre classi che non si scelgono e non si verificano allo stesso modo. Confonderle è l’errore più comune, e il più costoso.

VALORI l’orizzonte ideale SERVIZI ciò che promettiamo di fare MANSIONI le mani al lavoro
Dal più ampio al più concreto. I valori danno la direzione, i servizi disegnano il perimetro, le mansioni dicono chi fa cosa, oggi.
V
Valori
Disegnano l’orizzonte ideale e di riferimento del team.
Cosa sono. Disposizioni che attraversano tutto ciò che fate, non compiti da eseguire. La postura, il perché.
Come si verificano. Per assenza di contraddizione, sull’insieme delle storie. La domanda non è «questa azione lo dimostra?» ma «questa azione lo contraddice?».
In pratica. Un valore vero si vede anche nel lavoro di routine. Uno che si manifesta solo nelle occasioni solenni è un ornamento.
S
Servizi
Ciò che il team promette di fare o di realizzare.
Cosa sono. La cornice: dicono di che tipo di lavoro si tratta e verso chi è rivolto.
Come si verificano. Chiedono coerenza di ambito, non di dettaglio: la storia deve stare dentro il perimetro che avete dichiarato.
In pratica. Se un cliente leggesse solo questo elenco, dovrebbe capire cosa può chiedervi.
M
Mansioni
La descrizione delle professioni all’opera.
Cosa sono. Le professioni e le attività concrete con cui i servizi vengono resi, assegnate alle persone.
Come si verificano. Sono l’unica classe verificabile puntualmente: chi ha fatto cosa. Il credito va a chi racconta la mansione che ha svolto.
In pratica. Una mansione dichiarata e mai raccontata dice qualcosa; una raccontata e mai dichiarata dice che il ruolo sta crescendo.
I valori non si documentano: si manifestano. I servizi sono la cornice. Le mansioni sono ciò che si può contare.

Come scrivere un buon elemento del VSM

Ogni elemento ha un nome (quello che si vede) e una definizione (cosa significa per voi). La definizione è la parte che fa la differenza: trasforma una parola comune in un impegno vostro, riconoscibile nelle storie.

Debole
Qualità — Facciamo le cose bene.
Forte
Qualità — Nessun lavoro esce senza essere stato controllato da una seconda persona del team.
Debole
Consulenza
Forte
Consulenza di avvio — Accompagniamo le piccole imprese agricole nei primi dodici mesi: piano, pratiche, primo bilancio.
Debole
Responsabile
Forte
Direzione lavori — Presenza in cantiere, verbali di visita, gestione delle varianti con il committente.

Tre test rapidi, uno per classe:

Test del valore
Riesco a immaginare una storia che lo contraddirebbe? Se nessuna azione potrebbe mai contraddirlo, il valore è troppo vago per essere vostro.
Test del servizio
Un cliente potrebbe chiedervelo con queste parole? Se è un’etichetta interna, riscrivetelo dal punto di vista di chi lo riceve.
Test della mansione
So dire chi la svolge e riesco a immaginare la storia di una giornata in cui l’ha svolta? Se no, è un titolo, non una mansione.
Il numero accanto a ogni voce

Il rating è un impegno, non un voto

A ogni valore, servizio e mansione assegni un rating da 1 a 10: quanto è importante per il vostro team. Non stai descrivendo quanto siete bravi. Stai dicendo quanto vi impegnate.

È qui che il design incide di più sul futuro del team. Il DNA Score è un rapporto: quanto il team ha mantenuto, diviso quanto aveva promesso in fondazione, riportato su una scala da 1 a 10. La somma pesata dei rating che dai adesso è il “promesso”.

Team A promette 60 · mantiene 60 10 Team B promette 90 · mantiene 45 5 promesso in fondazione mantenuto nelle storie
Non si sale accumulando, si sale mantenendo. Un team che promette poco e mantiene tutto supera un team che promette molto e mantiene metà. I valori sono illustrativi.

Questo non significa che convenga tenere i rating bassi. Un rating basso su un valore che per voi è centrale è una promessa falsa quanto un 10 di facciata, e i partner, che votano anche loro, se ne accorgono. Il criterio è uno solo: onestà nei due sensi. Una bussola per scegliere:

1 – 4Presente, ma non vi definisce. Ci tenete, non ci costruite sopra.
5 – 7Importante: guida molte scelte, ma a volte cede ad altre priorità.
8 – 9Identitario: senza questo non sareste voi.
10Non negoziabile, mai.

Indicazione di orientamento, non una regola della piattaforma.

Funziona

  • Differenziare: se tutto è 9 o 10, niente è davvero prioritario.
  • Chiedersi «se domani qualcuno ci osservasse per un mese, direbbe che questo per noi vale 9?».
  • Tenere i 10 per ciò su cui non fareste mai eccezioni, nemmeno sotto scadenza.

Da evitare

  • Dare 10 a tutto perché «tanto è la nostra vetrina».
  • Abbassare i rating per “facilitarsi” il punteggio: la voce centrale sottovalutata è una promessa falsa.
  • Copiare i rating suggeriti da un modello senza discuterli.

Quanti valori? Dichiararne molti non abbassa alcun punteggio: una storia che ne tocca uno solo non viene penalizzata per gli altri. Il limite non è il numero, è la verità. Ogni valore dovrebbe essere uno che riconoscereste nel lavoro di un martedì qualunque. Quelli che nelle storie non compaiono mai verranno a galla da soli, come candidati alla revisione.

La parte tecnica

Il design, schermata per schermata

Il percorso di fondazione ha sei tappe. Le trovi nella barra in alto della pagina Design: Identity, DNA, Promessa, Team, Fondazione, Visibilità.

Puoi cominciare anche senza account: ti chiediamo di accedere quando c’è qualcosa da salvare. Da lì in poi ogni voce confermata viene salvata in automatico, e puoi fermarti quando vuoi: la bozza ti aspetta nel tuo Hub.

1
Identity: come si chiama il vostro Traspality
Schermata «Team Identity»

Cosa compili: il nome del team, la ragione sociale (facoltativa) e uno slogan.

Criteri

  • Il nome è quello con cui vi riconoscono le persone con cui lavorate, non necessariamente quello della visura.
  • Un team può essere un’intera azienda, un reparto, un progetto, una rete di freelance: fondate il perimetro in cui le persone condividono davvero il lavoro quotidiano.
  • Lo slogan è una promessa in una riga. Se non vi viene, lasciatelo per dopo: tornerà facile dopo aver scritto i valori.

Da evitare

  • Un team troppo grande, in cui chi certifica non conosce il lavoro di chi racconta. La certificazione vale perché la fa chi c’era.
  • Uno slogan pubblicitario che il vostro lavoro quotidiano non potrebbe sostenere.
2
DNA: valori, servizi, mansioni
Schermate «Che tipo di team sei?» e «Your values»

Il punto di partenza. Puoi scegliere un modello (Startup, PMI familiare, Cooperativa, No-profit, Studio professionale, Rete freelance, Team corporate, Comunità territoriale, Food & Agri con i suoi comparti) che precarica un set di valori, servizi e mansioni con rating suggeriti. Oppure puoi fondare senza modello e partire da zero. I modelli sono una funzione del piano Pro, con trenta giorni di prova gratuita.

Il modello scelto dà l’imprinting del team: la sua identità strutturale. È un punto di partenza, non un vestito da indossare così com’è: passate ogni voce, confermate quelle che vi appartengono, riscrivete le altre, saltate quelle che non vi riguardano.

Rappresentazione semplificata della schermata di inserimento di un valore.

Per ogni voce scrivi il nome, scegli il rating e aggiungi la definizione. Per servizi e mansioni la piattaforma ti chiede anche chi li copre: puoi assegnare subito una persona (con la sua email) o decidere in seguito. Con Integra con un tema puoi aggiungere set tematici (ESG, sostenibilità finanziaria, innovazione, formazione, comunicazione e altri) da cui scegliere le voci che vi riguardano.

Un ordine che funziona

  • Prima i valori: vi danno il lessico per tutto il resto.
  • Poi i servizi: guardateli dal lato del cliente.
  • Infine le mansioni: partite dai servizi e chiedetevi quali professioni servono per renderli.
  • Scrivete sempre la definizione, anche breve. Il nome da solo non basta a riconoscere una storia.

Errori tipici

  • Mettere tra i valori delle attività («Assistenza clienti» è un servizio; «Ascolto» può essere un valore).
  • Elencare come servizi tutti i prodotti del catalogo: il servizio è la famiglia, non l’articolo.
  • Usare come mansioni i gradi gerarchici («Responsabile», «Senior»): descrivete la professione all’opera.
  • Tenere voci che nessuno nel team sa spiegare.
3
Promessa: il purpose del team
Schermata «Il DNA di…»

Cosa compili: in due o tre righe, cosa promette il vostro team al mercato e tra di voi. Sotto trovi il riepilogo di tutto il DNA: è il momento di rileggerlo per intero.

Criteri

  • La promessa tiene insieme le tre classi: per chi lavorate (servizi), come (valori), con quali competenze (mansioni).
  • Due destinatari: chi vi sceglie da fuori e chi lavora con voi. Se la promessa parla solo al cliente, manca metà del team.
  • Rileggete il riepilogo ad alta voce: ogni voce dovrebbe “suonare” come vostra.

Esempio

  • «Progettiamo case che costano quanto abbiamo detto e durano più di noi. Tra di noi: nessuna tavola esce senza un secondo sguardo, nessuna decisione resta senza un perché.»
4
Team: la composizione
Schermata «Composizione del Team»

Cosa compili: rivedi chi copre ogni servizio e ogni mansione, aggiungi i partner senza una mansione specifica e scegli chi ti affianca come amministratore (gli amministratori possono attivare e disattivare i moduli del team). Gli inviti partono tutti insieme, quando fondi.

Criteri

  • Invitate chi condivide il contesto operativo: sono loro a certificare le storie, e la certificazione vale perché la fa chi c’era.
  • Ogni servizio dovrebbe avere almeno una persona che lo copre. Un servizio senza nessuno è una promessa senza mani.
  • Una persona può coprire più mansioni: è normale nei team piccoli, ed è un’informazione preziosa.

Il patto con i partner

  • Chi riceve l’invito vede il DNA, esprime i propri rating e può proporre aggiunte e modifiche.
  • Anche dopo la fondazione i partner possono votare e incidere sul DNA: non è un piano che resta solo del founder.
  • Scrivete l’invito come una proposta, non come un’istruzione.
5
Fondazione: il patto costituente
Schermata «… è quasi realtà»

Cosa fai: vedi il DNA Score iniziale, accetti il consenso all’uso dei dati VSM aggregati e anonimi (obbligatorio per ottenere il DNA Score certificato) e premi Fonda il team. I partner ricevono l’invito via email. Quando tutti avranno votato, la piattaforma genera l’algoritmo del vostro team: da quel momento il DNA si alimenta giorno per giorno con lo storytelling.

Puoi anche scegliere Fonda e potenzia con i moduli: i moduli sono pacchetti tematici (ad esempio Pay Transparency, Bancabilità, ESG) che aggiungono indicatori al vostro DNA.

Moduli e DNA di base restano separati. Gli indicatori di un modulo arricchiscono ciò che potete certificare, ma non toccano mai il DNA Score di base, calcolato solo sulle voci fondative. Un team non diventa un altro se attiva un modulo ESG. Se il vostro DNA è ancora giovane, fondate senza moduli: potrete aggiungerli quando il nucleo sarà solido.

6
Visibilità: fatevi trovare
Passo opzionale · «Fatti trovare»

Cosa compili: tipo di team, settore, area geografica e, se volete, città, sito web ed email pubblica. Servono a far comparire il team nel catalogo dei Team Certificati, dove altri team e professionisti cercano per settore, area e competenze. Si può fare subito o in qualsiasi momento dal profilo del team.

Un caso svolto

Un DNA dall’inizio alla fine

Un esempio inventato ma realistico: uno studio di architettura di quattro persone. Non è un modello da copiare, è un modo di ragionare.

Studio Arcate
Studio di architettura · 4 persone · «Case che costano quanto abbiamo detto» · team di esempio
Valori · l’orizzonte
Trasparenza dei costi
Il committente conosce ogni voce di spesa prima che venga sostenuta, non dopo.
10
Rigore tecnico
Nessuna tavola esce senza il controllo di una seconda persona dello studio.
9
Ascolto
Il progetto parte da come il committente vive, non da come vorremmo che vivesse.
8
Materiali responsabili
Proponiamo sempre almeno un’alternativa a minor impatto, con costi a confronto.
6
Servizi · ciò che promettiamo
Progettazione residenziale
Dal rilievo al progetto esecutivo per case e ristrutturazioni.
9
Direzione lavori
Presenza in cantiere fino al collaudo, con verbali condivisi.
8
Pratiche edilizie
Permessi, agibilità, catasto: il committente non deve inseguire nessuno.
7
Mansioni · le mani al lavoro
Progettazione architettonica
Concept, distribuzione, esecutivi.
Anna
9
Direzione di cantiere
Sopralluoghi, verbali, gestione delle varianti.
Marco
8
Computo e preventivazione
Computi metrici, confronto offerte, aggiornamento costi.
Luca
8
Pratiche e relazione col cliente
Documentazione, scadenze, aggiornamenti al committente.
Sara
7

Perché funziona. I rating sono differenziati: c’è un solo 10, ed è il valore su cui lo studio si gioca la reputazione. «Materiali responsabili» ha un 6 onesto: ci tengono, ma non ne fanno la loro bandiera. Ogni servizio ha qualcuno che lo copre. E ogni valore può essere contraddetto da una storia precisa, il che vuol dire che può anche essere confermato.

Una storia alla prova. Marco racconta: «In cantiere è emersa una variante sugli infissi. Prima di ordinare ho mandato al committente il confronto di tre preventivi e abbiamo deciso insieme.» La collega a Trasparenza dei costi (valore), a Direzione lavori (servizio) e a Direzione di cantiere (mansione). Il team la riconosce: la promessa fatta in fondazione ha appena prodotto la sua prima prova.

Perfezionare, migliorare, far crescere

Un DNA che non evolve non è identità, è storia

Il design fatto in fretta va bene, se poi ci si torna sopra. Le prime settimane di storie sono il miglior materiale per migliorarlo: vi dicono cosa fate davvero, non cosa pensavate di fare.

Il metodo chiama questa fase Adaptive Learning. Non si valuta per valutare: si valuta per crescere. Dopo le prime storie, riunite il team e guardate tre segnali:

Valori sottoutilizzati
Voci che non compaiono mai nelle storie. Forse sono ornamenti da togliere, forse sono vere ma nessuno le racconta: in entrambi i casi è un tema da discutere.
Pattern emergenti
Azioni che tornano spesso ma non hanno una voce nel DNA. Sono candidate a entrarci: il team sta facendo qualcosa che non ha ancora dichiarato.
Drift
Uno scostamento progressivo tra ciò che avete dichiarato e ciò che praticate. Chiede una scelta: riallineare le azioni o aggiornare la promessa.
Mansioni fuori posto
Mansioni dichiarate e mai raccontate, o raccontate da chi non le aveva dichiarate. Non è un errore: è un’informazione su come sta cambiando il team.

Quando rivedere

  • Dopo le prime 10–15 storie: la prima revisione è la più utile.
  • Quando entra o esce qualcuno dal team.
  • Quando cambiano i servizi che offrite.
  • Almeno una volta l’anno, anche se tutto sembra a posto.

Cosa potete fare

  • Riscrivere definizioni che si sono rivelate vaghe.
  • Aggiungere voci nate dalle storie, archiviare quelle mai vissute.
  • Proporre modifiche ai rating: passano dal voto dei partner, come in fondazione.
  • Attivare i moduli tematici quando il nucleo è solido.

Cambiare il DNA non cancella il passato. Le storie già pubblicate sono sigillate e restano quelle che erano; archiviare una voce o disattivare un modulo non riscrive la storia. Il DNA si aggiorna in avanti, come ogni identità che cresce.

Per consulenti e facilitatori

Far nascere un team in novanta minuti

Se accompagni un team nella fondazione, il tuo lavoro non è scrivere il DNA al posto loro: è creare le condizioni perché lo scrivano insieme, e bene.

Un formato di workshop collaudabile, da fare in presenza o in videochiamata, con la pagina Design proiettata e compilata in diretta:

10′
Il perché. Cos’è una promessa misurabile, cosa sarà il DNA Score, perché il rating è un impegno. Mostra il confronto tra Team A e Team B.
25′
Valori. Ognuno scrive in silenzio da tre a cinque valori con un esempio concreto. Poi si raggruppano, si nominano, si scrivono le definizioni e si fa il test della contraddizione.
15′
Servizi. Dal lato del cliente: «cosa possono chiederci?». Si accorpano le voci troppo minute.
15′
Mansioni. Per ogni servizio, quali professioni servono e chi le svolge. Si assegnano le persone.
15′
Rating. Ognuno dà i propri rating in privato, poi si confrontano le distanze. Le differenze grandi sono le conversazioni più preziose del workshop.
10′
Promessa e fondazione. Si scrive il purpose, si rilegge il DNA ad alta voce, si fonda e si inviano gli inviti.

Buone pratiche

  • Fai parlare prima chi parla meno. I valori del founder non sono automaticamente i valori del team.
  • Chiedi sempre un esempio: «raccontami una volta in cui l’avete fatto».
  • Fissa subito la data della prima revisione, dopo le prime storie.

Da evitare

  • Arrivare con un DNA già scritto da far approvare.
  • Riempire il DNA di voci “da manuale” che il team non userà mai nelle storie.
  • Chiudere senza aver assegnato le mansioni alle persone.
Prima di premere «Fonda il team»

La checklist del buon design

  1. Il perimetro del team è quello in cui le persone condividono davvero il lavoro quotidiano.
  2. Ogni valore ha una definizione e riesco a immaginare una storia che lo contraddirebbe.
  3. I servizi sono scritti dal lato del cliente: potrebbe chiederceli con queste parole.
  4. Le mansioni descrivono professioni all’opera, non gradi gerarchici, e ognuna ha una persona.
  5. Ogni servizio ha almeno una persona che lo copre.
  6. I rating sono differenziati: non è tutto 9 o 10, e le voci centrali non sono sottovalutate.
  7. La promessa parla al mercato e a noi.
  8. Ho invitato chi c’era: le persone che potranno certificare le storie.
  9. So quando faremo la prima revisione del DNA.

Pronto a fondare?

Quindici minuti per partire, tutto il tempo che serve per migliorare. Questa guida resta qui: tornaci ogni volta che il vostro DNA ha bisogno di crescere.

Fonda un team Come funziona la certificazione

Vuoi andare più a fondo?

Questa guida è la versione operativa del libretto “Traspality · Il metodo”: le radici filosofiche e l’analisi funzionale della piattaforma. Ricevilo via email.