Passo passo: cosa compilare in ogni schermata e, soprattutto, con quali criteri. Per chi fonda un team, per chi lo vuole migliorare, per chi aiuta altri team a nascere.
Quando compili il design di un team non stai riempiendo un profilo: stai scrivendo la promessa contro cui il tuo team verrà misurato, ogni giorno, da quel momento in avanti.
Il metodo Traspality lo chiama Identity Design: la prima delle quattro fasi di un ciclo che non si chiude mai. Il team dichiara chi è (i suoi Valori, i suoi Servizi, le sue Mansioni), poi racconta ciò che fa, i partner certificano quei racconti, e l’insieme delle storie dice al team come far evolvere la propria identità. Poi si ricomincia, un gradino più in alto.
Due conseguenze pratiche, che vale la pena tenere a mente per tutta la guida:
Come usare questa guida. Se stai per fondare, leggi le sezioni 2 e 3 (dieci minuti) e tieni aperta la sezione 4 mentre compili. Se il team esiste già, vai direttamente a Dopo la fondazione. Se accompagni altri team, trovi un formato di workshop in Per i facilitatori.
Il DNA di un team si scrive come un elenco unico, il VSM, ma dentro ci sono tre classi che non si scelgono e non si verificano allo stesso modo. Confonderle è l’errore più comune, e il più costoso.
Ogni elemento ha un nome (quello che si vede) e una definizione (cosa significa per voi). La definizione è la parte che fa la differenza: trasforma una parola comune in un impegno vostro, riconoscibile nelle storie.
Tre test rapidi, uno per classe:
A ogni valore, servizio e mansione assegni un rating da 1 a 10: quanto è importante per il vostro team. Non stai descrivendo quanto siete bravi. Stai dicendo quanto vi impegnate.
È qui che il design incide di più sul futuro del team. Il DNA Score è un rapporto: quanto il team ha mantenuto, diviso quanto aveva promesso in fondazione, riportato su una scala da 1 a 10. La somma pesata dei rating che dai adesso è il “promesso”.
Questo non significa che convenga tenere i rating bassi. Un rating basso su un valore che per voi è centrale è una promessa falsa quanto un 10 di facciata, e i partner, che votano anche loro, se ne accorgono. Il criterio è uno solo: onestà nei due sensi. Una bussola per scegliere:
Indicazione di orientamento, non una regola della piattaforma.
Quanti valori? Dichiararne molti non abbassa alcun punteggio: una storia che ne tocca uno solo non viene penalizzata per gli altri. Il limite non è il numero, è la verità. Ogni valore dovrebbe essere uno che riconoscereste nel lavoro di un martedì qualunque. Quelli che nelle storie non compaiono mai verranno a galla da soli, come candidati alla revisione.
Il percorso di fondazione ha sei tappe. Le trovi nella barra in alto della pagina Design: Identity, DNA, Promessa, Team, Fondazione, Visibilità.
Puoi cominciare anche senza account: ti chiediamo di accedere quando c’è qualcosa da salvare. Da lì in poi ogni voce confermata viene salvata in automatico, e puoi fermarti quando vuoi: la bozza ti aspetta nel tuo Hub.
Cosa compili: il nome del team, la ragione sociale (facoltativa) e uno slogan.
Il punto di partenza. Puoi scegliere un modello (Startup, PMI familiare, Cooperativa, No-profit, Studio professionale, Rete freelance, Team corporate, Comunità territoriale, Food & Agri con i suoi comparti) che precarica un set di valori, servizi e mansioni con rating suggeriti. Oppure puoi fondare senza modello e partire da zero. I modelli sono una funzione del piano Pro, con trenta giorni di prova gratuita.
Il modello scelto dà l’imprinting del team: la sua identità strutturale. È un punto di partenza, non un vestito da indossare così com’è: passate ogni voce, confermate quelle che vi appartengono, riscrivete le altre, saltate quelle che non vi riguardano.
Rappresentazione semplificata della schermata di inserimento di un valore.
Per ogni voce scrivi il nome, scegli il rating e aggiungi la definizione. Per servizi e mansioni la piattaforma ti chiede anche chi li copre: puoi assegnare subito una persona (con la sua email) o decidere in seguito. Con Integra con un tema puoi aggiungere set tematici (ESG, sostenibilità finanziaria, innovazione, formazione, comunicazione e altri) da cui scegliere le voci che vi riguardano.
Cosa compili: in due o tre righe, cosa promette il vostro team al mercato e tra di voi. Sotto trovi il riepilogo di tutto il DNA: è il momento di rileggerlo per intero.
Cosa compili: rivedi chi copre ogni servizio e ogni mansione, aggiungi i partner senza una mansione specifica e scegli chi ti affianca come amministratore (gli amministratori possono attivare e disattivare i moduli del team). Gli inviti partono tutti insieme, quando fondi.
Cosa fai: vedi il DNA Score iniziale, accetti il consenso all’uso dei dati VSM aggregati e anonimi (obbligatorio per ottenere il DNA Score certificato) e premi Fonda il team. I partner ricevono l’invito via email. Quando tutti avranno votato, la piattaforma genera l’algoritmo del vostro team: da quel momento il DNA si alimenta giorno per giorno con lo storytelling.
Puoi anche scegliere Fonda e potenzia con i moduli: i moduli sono pacchetti tematici (ad esempio Pay Transparency, Bancabilità, ESG) che aggiungono indicatori al vostro DNA.
Moduli e DNA di base restano separati. Gli indicatori di un modulo arricchiscono ciò che potete certificare, ma non toccano mai il DNA Score di base, calcolato solo sulle voci fondative. Un team non diventa un altro se attiva un modulo ESG. Se il vostro DNA è ancora giovane, fondate senza moduli: potrete aggiungerli quando il nucleo sarà solido.
Cosa compili: tipo di team, settore, area geografica e, se volete, città, sito web ed email pubblica. Servono a far comparire il team nel catalogo dei Team Certificati, dove altri team e professionisti cercano per settore, area e competenze. Si può fare subito o in qualsiasi momento dal profilo del team.
Un esempio inventato ma realistico: uno studio di architettura di quattro persone. Non è un modello da copiare, è un modo di ragionare.
Perché funziona. I rating sono differenziati: c’è un solo 10, ed è il valore su cui lo studio si gioca la reputazione. «Materiali responsabili» ha un 6 onesto: ci tengono, ma non ne fanno la loro bandiera. Ogni servizio ha qualcuno che lo copre. E ogni valore può essere contraddetto da una storia precisa, il che vuol dire che può anche essere confermato.
Una storia alla prova. Marco racconta: «In cantiere è emersa una variante sugli infissi. Prima di ordinare ho mandato al committente il confronto di tre preventivi e abbiamo deciso insieme.» La collega a Trasparenza dei costi (valore), a Direzione lavori (servizio) e a Direzione di cantiere (mansione). Il team la riconosce: la promessa fatta in fondazione ha appena prodotto la sua prima prova.
Il design fatto in fretta va bene, se poi ci si torna sopra. Le prime settimane di storie sono il miglior materiale per migliorarlo: vi dicono cosa fate davvero, non cosa pensavate di fare.
Il metodo chiama questa fase Adaptive Learning. Non si valuta per valutare: si valuta per crescere. Dopo le prime storie, riunite il team e guardate tre segnali:
Cambiare il DNA non cancella il passato. Le storie già pubblicate sono sigillate e restano quelle che erano; archiviare una voce o disattivare un modulo non riscrive la storia. Il DNA si aggiorna in avanti, come ogni identità che cresce.
Se accompagni un team nella fondazione, il tuo lavoro non è scrivere il DNA al posto loro: è creare le condizioni perché lo scrivano insieme, e bene.
Un formato di workshop collaudabile, da fare in presenza o in videochiamata, con la pagina Design proiettata e compilata in diretta:
Quindici minuti per partire, tutto il tempo che serve per migliorare. Questa guida resta qui: tornaci ogni volta che il vostro DNA ha bisogno di crescere.
Fonda un team Come funziona la certificazioneQuesta guida è la versione operativa del libretto “Traspality · Il metodo”: le radici filosofiche e l’analisi funzionale della piattaforma. Ricevilo via email.